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  • Il carcinoma renale [Edizione 2020]

    Il tumore del rene rappresenta il nono tumore per incidenza in Italia; per ragioni di classificazione epidemiologica, con questo termine si comprendono sia i tumori renali parenchimali (carcinomi renali, o RCC), che rappresentano circa l’85% dei tumori renali, sia quelli originanti dalla pelvi renale, questi ultimi da un punto di vista biologico maggiormente assimilabili ai carcinomi uroteliali della vescica. Annualmente, in Italia, sono attesi circa 13.000 nuovi casi di tumori renali; sono tipici dell’età adulta, ed hanno una maggior frequenza (2.5:1) nei maschi rispetto alle femmine. Dal momento che la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è drammaticamente aumentata nel corso degli ultimi due decenni, essendo ora del 71% per gli RCC, anche la prevalenza di queste neoplasie è considerevolmente aumentata.
    Nella maggior parte dei casi, l’RCC si presenta come una massa renale visualizzata tramite l’esecuzione di accertamenti strumentali (soprattutto l’ecografia addominale), solitamente eseguiti per altre indicazioni cliniche. Questa modalità di diagnosi incidentale è divenuta più frequente negli ultimi decenni, grazie alla maggiore diffusione e precisione delle indagini strumentali, di fatto sostituendo la classica triade sintomatologica (ematuria, massa al fianco, e dolore) che caratterizzava in passato la diagnosi di tumore del rene.
    Per quanto la diagnosi radiologica fornisca generalmente un’elevata accuratezza diagnostica, il ricorso ad una diagnostica istologica pre-operatoria è sempre più frequente, soprattutto nei casi di masse renali di piccole dimensioni, a localizzazione centrale, o che presentano un’infiltrazione omogeneamente diffusa del parenchima renale.
    Per le forme localizzate, l’approccio chirurgico – potenzialmente guaritivo – rimane il caposaldo del trattamento; nel RCC l’approccio chirurgico è stato suggerito anche nel setting metastatico, non solo come trattamento delle forme oligometastatiche (ove ha dimostrato di impattare favorevolmente sulla sopravvivenza), ma anche in termini di nefrectomia citoriduttiva, ovvero di resezione del tumore primitivo pur in presenza di metastasi a distanza concomitanti, anche se più recentemente quest’ultimo paradigma è stato messo in discussione.
    L’obiettivo di questa FAD è quello di fornire ai discenti lo stato dell’arte relativo alla gestione del paziente affetto da RCC, con particolare attenzione a come una sempre più approfondita comprensione dei complessi rapporti esistenti tra tumore, ospite, e sistema immune stanno radicalmente modificando l’approccio a questa neoplasia.

  • Programma dell'attività formativa

    • Introduzione e obiettivi - Camillo Porta
    • L'immunità antitumorale - Alberto Mantovani
    • Carcinoma renale: epidemiologia, diagnosi, caratterizzazione genetico-molecolare - Camillo Porta
    • Il razionale dell’immuno-oncologia nei tumori del rene - Licia Rivoltini


  • Obiettivo formativo nazionale

    Contenuti tecnico-professionali (conoscenze e competenze) specifici di ciascuna professione, di ciascuna specializzazione e di ciascuna attività ultraspecialistica, ivi incluse le malattie rare e la medicina di genere

  • Verifica Apprendimento Partecipanti

    Questionario a risposta multipla e a doppia randomizzazione. Si effettua online con l'obbligo di rispondere correttamente ad almeno il 75 percento delle domande per il suo superamento. È prevista la possibilità di ripetizione in caso di esito negativo