• La pratica clinica nel trattamento della recidiva del carcinoma ovarico

    Il tumore dell’ovaio, da tutti definito il big killer tra i tumori ginecologici, non ha fatto registrare un significativo aumento della sopravvivenza globale negli ultimi 40 anni per una serie di motivi, tra cui la mancanza di uno screening efficace e l’errata convinzione culturale che il tumore dell’ovaio fosse una singola malattia che andasse curata con le stesse regole, mentre oggi sappiamo che si tratta di almeno cinque tumori diversi con storie naturali, possibilità di rispondere ai trattamenti ed evoluzioni cliniche completamente diverse. Sebbene non siamo riusciti ad aumentare la sopravvivenza assoluta delle nostre pazienti, siamo stati in grado di aumentare la percentuale di pazienti vive, ma con malattia, a cinque anni, che attualmente si attesta intorno al 40%.
    Questo risultato è stato ottenuto con il miglioramento delle tecniche chirurgiche e con l’ausilio di nuovi farmaci, ma anche studiando un po’ meglio le strategie di sequenza dei trattamenti che possono rendere alcuni farmaci più efficaci se somministrati in un determinato ordine. In altre parole, la strategia di cronicizzazione che stiamo mettendo in atto nella cura della malattia funziona se le pazienti sono in grado di ricevere nel loro algoritmo di trattamento tutti i farmaci a nostra disposizione, possibilmente nella sequenza più appropriata.
    Conoscere i farmaci e la loro tossicità, studiarne i meccanismi di resistenza e d’azione, aiuta sempre più nel percorso di cura della malattia e auspicabilmente consente di aumentare la sopravvivenza delle pazienti. Questo percorso di formazione a distanza vuole essere uno strumento didattico con focus sulla cura delle pazienti e sulle possibili scelte terapeutiche, considerando anche che la cura di questa malattia presenta zone d’ombra in cui il giudizio del clinico e la conoscenza della storia naturale della malattia possono fare la differenza.

  • Programma dell’attività formativa

    Introduzione. Domenica Lorusso

    Caso clinico 1
    Paziente con mutazione di BRCA, con carcinoma ovarico sieroso IIIC (stadio 3). Giorgio Valabrega
    Caso clinico 2
    Paziente senza mutazione di BRCA, parzialmente platinosensibile: linee avanzate di trattamento. Enrica Mazzoni
    Caso clinico 3
    Paziente senza mutazione di BRCA, con neoplasia ovarica recidivata tra 6 e 12 mesi dopo una prima linea a base di platino. Claudia Andreetta
    Caso clinico 4
    La recidiva di carcinoma ovarico tra i 6 e i 12 mesi nella paziente senza mutazione di BRCA. Claudia Marchetti
    Caso clinico 5
    L’utilizzo di trabectedina + PLD tra due linee di platino nella paziente senza mutazione di BRCA. Giuseppa Scandurra
    Caso clinico 6
    La recidiva di carcinoma ovarico nella paziente platinosensibile con mutazione di BRCA. Viviana Murgia
    Caso clinico 7
    Il trattamento multimodale nella strategia terapeutica della paziente con carcinoma ovarico BRCA-mutato. Sabrina Chiara Cecere
    Caso clinico 8
    La gestione della recidiva platino-parzialmente sensibile di carcinoma ovarico nelle pazienti BRCA-mutate. Giuseppa Maltese
    Caso clinico 9
    La reazione allergica al carboplatino. Alice Bergamini

  • Obiettivo formativo nazionale

    Contenuti tecnico-professionali (conoscenze e competenze) specifici di ciascuna professione, specializzazione e attività ultraspecialistica

  • Verifica Apprendimento Partecipanti

    Questionario a risposta multipla e a doppia randomizzazione. Si effettua online con l'obbligo di rispondere correttamente ad almeno il 75 percento delle domande per il suo superamento. È prevista la possibilità di ripetizione in caso di esito negativo